Berlino, lʼIsis rivendica la strage: “Eʼ stato un nostro soldato”

E’ ancora alta l’allerta in Germania dopo l’attentato contro un mercatino di Natale a Berlino in cui sono morte 12 persone e 48 sono rimaste ferite. Lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità dell’attacco, parlando di un “soldato” del gruppo che ha agito per colpire cittadini dei Paesi della coalizione anti-Isis. L’attentatore, secondo le autorità tedesche, è ancora in fuga e probabilmente è armato.

L’unico fermato infatti, un profugo pachistano 23enne, è stato rilasciato per mancanza di prove. Tra le vittime dell’attacco potrebbe esserci l’italiana Fabrizia Di Lorenzo, di cui non si hanno notizie. Un altro italiano è rimasto ferito, non sarebbe in gravi condizioni e verrà sentito dagli inquirenti. Secondo altre fonti, ci potrebbe essere anche un altro italiano coinvolto nell’attacco al mercatino di Natale. Verifiche sono in corso presso tutti gli ospedali della città.

Dopo gli attacchi in vari Paesi europei era probabile che la Germania potesse essere un nuovo obiettivo dei terroristi. E’ per il momento quindi si continua a cercare il guidatore del tir che è pioimbato a tutta velocità sulle bancarelle del mercatino. Prosegue anche la ricerca dell’arma con cui è stato ucciso l’uomo il cui corpo è stato ritrovato al posto del co-guidatore nel camion, autista di un’impresa di trasporti polacca. “Non possiamo escludere che il responsabile dell’attentato sia fuggito”, ha detto il ministro dell’Interno, Thomas de Maizière.

Nel parallelismo con la strage di Nizza si somma la scelta di un obiettivo “noto e simbolico”, secondo la procura. Il procuratore federale, Peter Frank, ha confermato che tutti gli indizi puntano a “un attentato con origine terrorista”. Ha ricordato che la minaccia terrorista pesava e pesa sulla Germania e che le forze di sicurezza erano a conoscenza della possibilità di attacchi contro obiettivi ‘morbidi’, imprevedibili e indifesi. È in questo clima che oggi è stata evacuata la stazione ferroviaria centrale di Colonia, a causa di una minaccia di bomba arrivata per telefono e poi rivelatasi falsa.

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha visitato il luogo della strage nel centro di Berlino, lasciandovi un fiore bianco, così come hanno fatto centinaia di cittadini. Ha poi raggiunto gli altri politici nella chiesa Gedächtniskirche, simbolo di pace e di riconciliazione. In conferenza stampa, Merkel ha espresso la sua tristezza e indignazione e affermato che, se fosse confermato che l’attacco è stato commesso da qualcuno “arrivato nel Paese in cerca di rifugio”, ciò sarebbe “particolarmente ripugnante”. Ha anche garantito che i responsabili dell’attentato saranno individuati e puniti, dicendosi contraria a vivere “paralizzati dalla paura di fronte al male”.

Dopo l’attacco molti Paesi hanno annunciato il rafforzamento delle misure di sicurezza. Tra i primi la Francia, che aveva dato l’annuncio poche ore dopo la strage tedesca, poi Londra, New York, e anche l’Italia, dove il ministero dell’Interno ha annunciato che “il livello di attenzione resterà alto, intensificando le misure di vigilanza e di sicurezza a protezione degli obiettivi ritenuti più a rischio”.